Il microscopio ottico si può dividere in due parti principali: una parte meccanica e una parte ottica. Qui di seguito gli elementi fondamentali di un microscopio.

MICROSCOPIO-COMPOSTO

OCULARI

Sono le lenti attraverso le quali si effettua l’osservazione. Da un lato hanno inciso il numero 10x  che rappresenta il loro fattore d’ingrandimento. Montato sul tubo portaottica, può essere intercambiato con altri di diverso ingrandimento. Nei microscopi biologici può essere dotato di scala millimetrata.

OBIETTIVI

Ciascuno microscopio ha tre  o quattro obiettivi. Insieme l’obiettivo e l’oculare formano l’immagine ingrandita che viene osservata. Nella parte centrale del corpo di ciascun obiettivo è indicato il fattore d’ingrandimento (4x, 10x 40x, 100x). Applicati ad una ghiera rotante (revolver) in numero da due a quattro, permettono di variare l’ingrandimento, spostando solo la messa a fuoco.

CONDENSATORE

È situato sotto il tavolino portapreparati. È un importante componente ottico del microscopio composto e serve a concentrare il fascio di luce che lo attraversa, focalizzandolo attraverso il preparato e nell’obiettivo. La sua posizione può essere regolata mediante una   manopola posta sul lato destro del corpo del microscopio.

MESSA A FUOCO

Quando si mette a fuoco, si possono osservare bene tutte le strutture presenti in un piano. Tutto ciò che si trova sotto o sopra questo piano è fuori fuoco ed invisibile. Per vedere la struttura tridimensionale dell’oggetto osservato, si dovrebbe continuamente muovere la vite micrometrica di regolazione del fuoco per cambiare continuamente i piani osservati da quelli superiori a quelli inferiori.

TAVOLO PORTAOGGETTI

Il preparato da osservare si pone sul tavolino portaoggetti, dotato di un carrello traslatore per mezzo del quale il preparato può essere spostato agevolmente eventualmente con movimenti meccanici micrometrici nelle direzioni destra-sinistra e avanti-indietro.

DIAFRAMMA

Il condensatore ha un diaframma ad iride simile a quello usato nelle macchine fotografiche. Questo controlla la quantità di luce, proveniente dalla sorgente luminosa, che deve passare attraverso il condensatore. L’uso di questo diaframma permette di variare il contrasto del preparato (chiudendolo lo fa aumentare).

RISOLUZIONE LATERALE

La risoluzione laterale di un microscopio è la minima distanza tra due punti, che permette ancora di distinguerli. Se la distanza tra i due punti è minore, essi si confondono in uno solo. Nel caso, lo strumento, si basi sull’utilizzo di radiazione con una propria lunghezza d’onda associata, come i tradizionali microscopi ottici, risoluzione e lunghezza d’onda utilizzata sono parametri tra loro strettamente correlati.

INGRANDIMENTO

L’ingrandimento è il numero, senza unità di misura, che indica la potenza del microscopio; più alto è questo valore e maggiore sarà la capacità d’ingrandire del microscopio. Non è possibile aumentare il valore dell’ingrandimento, oltre certi limiti, senza avere dei difetti.
L’ingrandimento di un microscopio e dato dal prodotto della potenza dell’oculare per la potenza dell’obbiettivo. Se un microscopio ha un oculare da 10x e in obbiettivo da 2x l’ingrandimento della strumento sarà 20x.

ILLUMINAZIONE

Il dispositivo di illuminazione dei microscopi consiste normalmente in una lampada microscopica incorporata nel treppiede di cui si può regolare la distanza dal collettore e collocata dietro il diaframma che limita il campo luminoso.
Può essere costituita da uno specchio orientabile che concentra una luce esterna o da un dispositivo inserito nel microscopio con lampada a filamento o alogena oppure a LED. I modelli di livello superiore dispongono anche delle regolazioni dell’intensità luminosa.

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